Cosa significa investire in azioni?
Cari amici, ispirato come sempre dalle vostre domande ed esperienze di cui faccio tesoro, oggi ritengo opportuno raccontarvi la pericolosità per aziende e imprenditori di investire in titoli azionari.
Gli imprenditori spesso si trovano di fronte a decisioni cruciali quando si tratta di proteggere e investire i propri utili. Molte banche e consulenti finanziari ahimè, suggeriscono infatti di investire in azioni ma a volte non sanno esattamente di cosa si tratta, quali pericoli possono celarsi e quali devastanti conseguenze potrebbero cadere sugli sfortunati possessori.
Come tutti sanno, le azioni sono dei titoli finanziari che rappresentano unità di proprietà di una società. Chi le compra diventa azionista, ossia un proprietario parziale dell’azienda. Prende decisioni aziendali tramite il voto alle assemblee degli azionisti e guadagna con i dividendi di fine anno, se ovviamente ci sono.
Detta così, sembra qualcosa in cui investire denaro a cuor leggero…
Tuttavia, investire in azioni comporta dei rischi perché i titoli azionari, soprattutto quelli trattati sulle principali borse mondiali, sono naturalmente volatili. Fattori come le performance aziendali, le condizioni economiche globali o eventi imprevedibili come le crisi finanziarie o i fallimenti bancari possono influenzare pesantemente il valore delle azioni.
...e a tal proposito ricordo che a breve sembra arrivare una delle più grandi crisi pilotate della storia: il grande reset.
Cosa succederà quindi secondo voi alle azioni e a chi le possiede?
I disastri si ripetono puntuali.
Con l'articolo di oggi credo opportuno ricordare la tragica esperienza di un mio cliente che ha investito in azioni proprio per dimostrare la pericolosità di questo tipo di investimento e di come le banche si comportano.
In sostanza, nel 2005 un imprenditore del Nord Est decise di investire una parte significativa dei suoi utili aziendali, ben 900.000 euro, in azioni della sua banca di fiducia proprio perché consigliato dalla stessa. All'epoca e negli anni successivi sembrava essere un investimento promettente. Tuttavia, a distanza di qualche anno ulteriore, quando l'imprenditore ebbe bisogno di liquidità per migliorare la sua azienda, si trovò di fronte a una dura realtà.
Recatosi in banca per vendere una parte delle sue azioni per autofinanziarsi con soli 200.000 euro ricevette una brutta sorpresa. Poteva infatti scegliere se vendere tutte le azioni e vedere revocati tutti i suoi fidi o accettare un finanziamento per avere i soldi di cui aveva bisogno per la sua azienda.
Si, avete capito bene, è stato praticamente ricattato dalla banca.
Non potendo fare altro e schiacciato dalla pressione esercitata dalla banca, questa situazione si rivelò tuttavia anche catastrofica.
Non solo dovette subire il finanziamento ma le sue azioni iniziarono a precipitare drammaticamente a causa di vari crac bancari, inclusa la banca in cui aveva investito.
Alla fine, quei 900.000 euro si ridussero a soli 1.500 euro.
L’oro è l’investimento più sicuro.
Se il povero imprenditore vedeva azzerato capitale per aver deciso di investire in azioni, chi invece nello stesso periodo aveva investito in Oro puro si vedeva invece come il fortunato possessore di un patrimonio cresciuto in maniera significativa.
Infatti se quell'imprenditore avesse investito 900.000 euro in oro, gli stessi nello stesso periodo sarebbero diventati 1.800.000 euro.
...e anche l’argento sarebbe stata un’ottima e migliore opzione a quel tempo.
Chiaramente, questo sfortunato imprenditore non conosceva il saggio approccio connesso alla diversificazione degli investimenti e questa lacuna gli è stata purtroppo fatale.
I titoli azionari alla fine sono un pezzo di carta o una ricevuta virtuale, che dimostrano la proprietà di qualcosa che però non si può toccare e che in ogni caso è vincolata a decisioni altrui o alle volontà dei mercati. L'oro puro è invece un bene fisico certo che, oltre a essere in costante crescita, è anche svincolato da qualsiasi condizionamento perché nelle disponibilità dirette di chi lo acquistato.
Come tale, un investimento in oro puro, può essere venduto in toto o in parte, senza alcun tipo di condizionamento esterno o di ricatto, come nel caso dell'imprenditore di cui ho dato menzione.
L’ipocrisia delle banche è ormai palese, amici miei. Vendono tranquillamente titoli azionari ma continuano ad accumulare oro perché anche loro sanno che questo metallo è la salvezza in caso di crisi o di necessità.
Come ribadisco sempre chi acquista oro puro, compra la libertà dal sistema e protegge il patrimonio dai folli piani dei poteri forti.



